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Il
cingolo scapolo-omerale è il complesso
delle connessioni articolari tra il tronco e gli
arti superiori. La sua mobilità nella sua
stabilità rappresentano condizioni essenziali
per il realizzarsi completo, armonico, ritmico
dei movimenti dellarto superiore sul tronco:
la mobilità dipende fondamentalmente da
azioni muscolari altamente coordinate e comprende
un ampia gamma di movimenti (flessione, estensione,
abduzione, adduzione, intrarotazione , extrarotazione
e circonduzione). La stabilità dipende
soprattutto dallo stato delle strutture muscolo-legamentose
di supporto. Diverse condizioni morbose possono
provocare un minore mobilità dellarticolazione
e dolore. Una lenta progressione di esercizi di
mobilizzazione e di allungamento e decompressione,
può portare un miglioramento sensibile
della mobilità articolare e una riduzione
della sintomatologia dolorosa. Esistono condizioni
morbose più invalidanti che richiedono
un trattamento rieducativo specifico, preventivo
allintervento chirurgico o successivo a
questo: queste sono la SLAP lesion (superior labro
anterior posterior) e la lesione della cuffia
dei rotatori. La SLAP lesion scaturisce spesso
da movimenti esplosivi e decelerazioni violente.
Lobiettivo del lavoro rieducativo è
quello di creare un giusto tono muscolare degli
stabilizzatori attivi ( m. sovraspinoso, m. sottospinoso,
piccolo rotondo, sottoscapolare e piccolo pettorale),
affinché si crei una bretella contenitiva
della testa omerale così da non permettere
movimenti articolari fuori R.O.M. o tentativi
di sublussazione della testa omerale; fondamentalmente
è il rilassamento del deltoide e il lavoro
propriocettivo. Il ruolo della cuffia dei rotatori
è quello di centrare la testa omerale nella
glena e di deprimere le spalle opponendosi al
tentativo di coattazione della testa omerale da
parte del muscolo deltoide. Lo squilibrio
muscolare tra il m. deltoide e i m. rotatori crea
una riduzione dello spazio tra lomero e
lacromion che si manifesta con un aumento
dellattrito tra le due strutture osse nellabduzione
oltre i 90° (arto superiore sopra il capo)
e dato che tra le due parti ossee scorre il m.
sovraspinoso ed il suo tendine, laumento
dellattrito crea un infiammazione dello
stesso che alla lunga può sfociare nella
lesione parziale o completa (lesione della cuffia
dei rotatori): in questi casi è necessario
lintervento chirurgico. Dopo lintervento
si ha un periodo di immobilizzazione completa
con tutore a 30° di abduzione e alla sua rimozione
il programma di lavoro deve essere rivolto al
recupero completo dellarticolarità,
al potenziamento degli stabilizzatori dinamici,
al rilassamento del deltoide e al controllo propriocettivo;
solo alla fine si cercherà un lavoro più
esplosivo sopra il capo (lanci). Sintetizzando
possiamo suddividere il trattamento post-chirurgico
in quattro fasi:
PRIMA FASE: esercizi effettuati lentamente
e sotto controllo del movimento, senza avvertire
dolore o al massimo tollerabile.
SECONDA FASE: continuare gli esercizi della
prima fase aumentando gradualmente la qualità
e la quantità e del lavoro.
TERZA FASE: iniziamo gli esercizi di rinforzo
muscolare continuando comunque gli esercizi delle
prime due fasi.
QUARTA FASE: programma aggressivo di rinforzo
muscolare e coordinazione.
Tale trattamento prevede un lavoro a secco con
il terapista nelle prime due fasi e in acqua e
palestra con il chinesiologo nella terza e quarta
fase.
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